Informazioni Generali
| Titolo | Attività Assistita dagli Animali per Bambini Ricoverati in Strutture Ospedaliere | | Amministrazione | Associazione A.I.T.A.CA | | Provincia | Napoli | | Regione | Campania | | Sito Internet | www.aitaca.it | | Status | In corso di realizzazione | | Data Inserimento | 21/01/2008 | | Referente | Stinchi Amelia | | email | info@aitaca.it | | Telefono | 081.5750055-3388998821 | | Unità Organizzativa | Presidenza | | Tipo Iniziativa | Segnalati dalle Amministrazioni | | Settore | Sanità | | Aree di innovazione | Nuovi Servizi
Cooperazione interistituzionale
Rapporti con i cittadini
| Sintesi del progetto I bambini ricoverati in ospedale soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini. Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di terapie assistite dagli animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con animali da compagnia consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, e rendono più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario.
Il progetto, pertanto, sviluppa un'attività assistita da animali per i bambini degenti nel reparto di Pediatria del Secondo Policlinico di Napoli. Qui un gruppo di volontarie si occupa di portare un cane, una volta alla settimana, nella sala giochi del reparto di Pediatria, per far trascorrere ai bambini un piacevole ora di gioco.
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Approfondimenti
| Altre amministrazioni coinvolte | Secondo Policlinico di Napoli
| Obiettivi La "pet therapy" o terapia assistita dagli animali, si pone come co-terapia a fianco della medicina tradizionale in modo dolce, non invasivo, per stimolare una serie di meccanismi biologici naturali che sono alla base dell'attivazione del sistema immunitario e riescono così a migliorare le difese dell'organismo. Gli obiettivi specifici dell'iniziativa sono:
a) migliorare la risposta allo stress da ricovero per patologie acute nel caso di pazienti pediatrici;
b) accettazione dell’ospedalizzazione;
c) riduzione della degenza come evento traumatico;
d) aumento della compliance verso i trattamenti terapeutici e diagnostici;
e) controllo e riduzione dello “stress” e dell”ansia” dovuti:
- alla degenza,
- al distacco dall’habitat usuale,
- ai traumi psicologici per modalità terapeutiche invasive (iniezioni, indagini invasive, gessature, ecc.).
| Azioni Il progetto si sviluppa secondo le seguenti fasi:
- Conoscenza e presentazione tra i pazienti, i famigliari
ed i cani, con richiami alle esperienze
precedenti dei pazienti con i cani.
- Avvicinamento ai cani presenti. In questa fase il
conduttore presenta il cane, ne descrive le caratteristiche comportamentali,
risponde alle domande dei bambini
e offre indicazioni su come interagire con l’animale.
- Contatto con i cani stimolando il tatto e l’esplorazione. Si tratta di una fase libera, durante la quale si osservano i
comportamenti tra i bambini ed i cani, in cui è data la possibilità ai minori ricoverati in ospedale di giocare e imparare a relazionarsi
con i cani.
- Fase programmata durante la quale è attivato
un percorso idoneo per i pazienti che
presenzino a tutti gli incontri a causa della
lunga degenza.
| Risultati Il progetto è riuscito a regalare un momento di gioa ad almeno 100 bambini. Im media sono coinvolti circa 10 bambini a settimana.
Sono operative 6 volontarie.
Degno di segnalazione il fatto che non si sono registrati abbandoni, segno questo che l’attività
è stata ben accolta sia dai pazienti, che partecipavano
con entusiasmo, che dai loro famigliari.
| Destinatari Il progetto è rivolto a bambini ricoverati, compresi in una fascia di età dai 3 ai 13 anni.
| Verifica impatto sui cittadini
| Riduzione dei costi Il progetto è a costo zero per il Policlinico, in quanto le volontarie non percepiscono alcun compenso o rimborso spese.
| Sviluppo professionale
| Cambiamenti organizzativi
| | Cambiamenti tecnologici |
| Modalità di realizzazione
In Italia la Pet Therapy è stata riconosciuta come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e Pet Therapy, su proposta del Ministro della Salute. Tale Decreto sancisce per la prima volta nella storia del nostro Paese il ruolo affettivo che un animale può avere nella vita di una persona nonché la valenza terapeutica degli animali da compagnia.
L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione A.I.T.A.CA. E' coinvolto il Dipartimento Clinico di Pediatria Generale e Specialistica e dell'Azienda Universitaria Policlinico di Napoli. E' stato costituito un gruppo di progetto ad hoc formato da volontari e da personale ospedaliero, composto da: la Responsabile del Progetto, un Professore Associato di Semeiotica Medica Veterinaria, ed incaricato dell’insegnamento di Metodologie Applicate alla Clinica Medica Veterinaria Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie Università degli Studi di Napoli "Federico II", un Medico Veterinario Dottoranda di Ricerca in Scienze Cliniche e Farmacotossicologiche Veterinarie con indirizzo "Medicina Interna" Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie Università degli Studi di Napoli "Federico II", una Psicologa, una Biologa, una Laureata in Pedagogia, un Medico Veterinario.
| Punti di forza Studi recenti indicano chiaramente che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione, cioè, di interagire con gli altri per mezzo dell'animale stesso. L'animale può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Gli animali inoltre possono migliorare l’interazione sociale con le famiglie, rappresentando un elemento su cui focalizzare l’attenzione e dando di conseguenza argomenti di conversazione gioiosi che allontanano per la durata della terapia i pensieri bui legati alla malattia. La presenza dei cani aiuta i bambini a superare il distacco dall’ambiente familiare, offrendo ai giorni di ricovero un aspetto piacevole.
| Criticità Purtroppo attualmente è impossibile riuscire a realizzare interventi di "pet therapy" all'interno delle strutture ospedaliere, perché si tratta di una terapia ancora poco diffusa nell'ambito del sistema sanitario italiano.
Per ora tutto resta delegato alla buona volontà del volontariato in collaborazione con medici veterinari, etologi e cinotecnici specializzati.
La principale difficoltà è la carenza di finanziamenti destinati a questo tipo di attività.
| Trasferimento dell'esperienza All'iniziativa è stata data diffusione mediante una pagina web dedicata sul sito dell'Associazione proponente.
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